SUOR IGNAZIA
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TUTTO INIZIÒ A ... CALINO
Sono nata il 20 agosto 1937 a Cazzago San Martino nella frazione di Calino (provincia di Brescia). Sono la sesta di undici fratelli; quindi una famiglia numerosa, famiglia di contadini mezzadri in una cascina rurale tipica lombarda presso il conte Aymo Maggi (pioniere della famosa gara automobilistica "Mille Miglia").
Il papà Pietro è deceduto del 1986 mentre la mamma, Lucrezia Mingotti, mi ha lasciato nel 1999.
Il mio nome è Maria e da bambina frequento regolarmente l'Asilo infantile e la Scuola elementare a Calino; conosco le Suore Operaie di Botticino frequentando l'Oratorio Femminile Domenicale da loro gestito, oltre alla scuola materna.
Cerco di darmi da fare in parrocchia e partecipo attivamente alle varie iniziative. Tra le esperienze che ricordo con maggiore piacere e nostalgia c'è senz'altro il mio viaggio a Roma nel 1955 per partecipare ad un convegno presso l'Istituto Santa Marta.
Nel 1957 sono scelta come delegata per l'Azione Cattolica, a Calino, nel settore ragazze "Beniamine"; nel 1960 delegata per le ragazze "Aspiranti".
Nelle numerose conferenze e ritiri a cui ho modo di partecipare, conosco don Dino Foglio, allora attivissimo curato di Rovato, che diventerà la mia guida spirituale. Mons. Foglio, in seguito, fonderà il movimento nazionale "Rinnovamento nello Spirito".
Don Dino ci ha lasciato il 28 gennaio 2006.
Tra queste attività, devo anche dare una mano (e che mano) alla mamma nel gestire la famiglia che, nel frattempo, è molto cresciuta. La vita di campagna mi piace e non disdegno di affrontare anche lavori pesanti, nei campi, a guardia delle mucche e degli animali domestici.
Il mio desiderio e pensiero vola spesso, però, alle missioni. La mamma non è molto contenta di queste mie aspirazioni, e il suo "veto" lo trovo più che legittimo: senza di me in casa si sentirebbe sola e si vedrebbe gravare sulle sue spalle tutto il lavoro di cura e gestione della numerosa famiglia; inoltre le altre mie due sorelle maggiori si erano sposate.
Così attendo la maggiore età (21 anni ai miei tempi) e nel frattempo curo la conoscenza di alcuni istituti religiosi femminili per poter valutare la mia strada futura. Tra queste c'è in prima fila l'Istituto della Sacra Famiglia di Nazareth - Suore Operaie - fondato dal beato don Arcangelo Tadini (1846-1912), parroco di Botticino Sera. Pur non essendo una congregazione missionaria ho scelto di farne parte affidando a Gesù il mio desiderio di missionarietà.

IN CONVENTO
Il 6 novembre 1960, domenica, giorno di elezioni amministrative, dopo aver fatto il mio dovere di cittadina, faccio il mio ingresso nel Convento a Botticino Sera.
Durante il periodo di noviziato e postulantato, nel giugno del 1962 conseguo la patente di guida automobilistica; per le donne è all'epoca una rarità, per una suora è una novità assoluta: divido con Suor Valeriana questo primato all'interno della congregazione. Quindi la mia prima occupazione da suora è quella di autista per le varie necessità della Casa Madre e delle altre case delle nostre suore.
Il 30 settembre 1963 emetto i primi voti e prendo il nome di Ignazia.
Il 2 ottobre 1968 emetto i voti perpetui. Nel quinquennio che trascorre tra la prima professione e quella definitiva, seguo il gruppo delle Aspiranti dell'Istituto a fianco di Suor Giovannina Begni, all'epoca Madre Maestra e diventata Superiora Generale.

FINALMENTE ... L'AFRICA
L'8 Dicembre 1969, con tanta gioia, entusiasmo e volontà è giunto il tanto atteso giorno della partenza per l'Africa, in Burundi, piccolo e povero stato della regione dei Grandi Laghi, conosciuto anche come "Paese delle mille colline".
Raggiungo la località di Nyamurenza, missione da poco fondata, e li rimango fino al 1977 in comunità con le altre consorelle: Suor Teresa, Suor Vittoria e Suor Claudia.
Nel luglio del 1977 sono invitata dai superiori e dal vescovo locale, Mons. Kaburungu, a fondare una nuova missione, in una zona montagnosa e priva di parrocchia: Rwegura, dove mi trovo tuttora.
Il vescovo, accogliendomi, mi disse: "Qui ci sono tanti pagani, tanti operai che raccolgono e lavorano nelle piantagioni di thé, e qui c'è la foresta… datevi da fare per il Vangelo".
A Nyamurenza la mia occupazione principale era quella della gestione della scuola di alfabetizzazione, del catecumenato e altri servizi.
A Rwegura non esisteva nulla; quindi la prima preoccupazione fu quella di costruire la casa delle suore, la Chiesa e il Foyer di falegnameria. In breve tempo abbiamo attivato la scuola per i tanti bambini (molti orfani) che non potevano frequentare la scuola statale poiché a pagamento.

TEMPI DURI ...
Il 2 ottobre 1986, ricevo l'ordine di espulsione dal Burundi da parte del governo militare; la mia "colpa" è quella di occuparmi della scuola e dell'istruzione della gente!
L'esilio in Italia dura circa tre anni e in questo periodo sono destinata alla comunità di San Polo, nuovo quartiere di Brescia, e mi occupo di animazione in parrocchia, assistenza agli ammalati e agli anziani, con un occhio particolare ai già numerosi extracomunitari africani che vivono nelle periferie della città. Ho occasione di frequentare la scuola di Teologia tenuta da Mons. Mauro Orsatti, attuale vicario episcopale delegato per le religiose.

SI RIPARTE
Di ritorno in Africa, riprendo le mie attività a Rwegura, ricostruendo ciò che nel frattempo era andato in rovina.
Nel 2000 la Madre Superiore mi vuole Superiora della casa di Nyamurenza, così come lo ero a Rwegura. A Nyamurenza rimango fino all'estate del 2004 e poi ritorno, con gioia, a Rwegura: è inutile negarlo, Rwegura ha un posto speciale nel mio cuore.
Oggi, a Rwegura non sono più responsabile della casa (largo alle giovani) ma mi occupo della catechesi e della pastorale familiare.
Nel 2005 si sono realizzati due progetti molto ambiziosi e importantissimi per la comunità: la ristrutturazione della Chiesa e del Dispensario Sanitario con il nuovo reparto di "Maternità"; tutto questo con il valido aiuto di don Gabriele Facchi, ex-missionario "Fidei Donum", di Guido Marinoni di Bagnolo Mella, volontario laico da molti anni, e alcuni altri volontari laici bresciani e l'ausilio di un nutrito gruppo burundese.
Tra le molteplici attività di carità a cui sono più legata metto sicuramente la rete delle "Adozioni a Distanza" a favore dei molti bambini in difficoltà che vengono alla missione. L'iniziativa nasce nel 1999 e sono oggi molte le adozioni che vengono sottoscritte dalle diocesi di Brescia, Novara, Imperia e altre località italiane. Questa opera mi conferma ogni anno di più la grande sensibilità missionaria degli italiani e una vera solidarietà verso i più poveri.
Nel 2009 parte il grande progetto Mugutu: un grande Centro Sociale Professionale e la nuova residenza delle Suore Operaie. La nuova opera viene inaugurata ufficialmente il 6 ottobre 2012.

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