Agli amici dico che...  


LA CROCE DEI GIOVANI


Giovanni Paolo II, il grande e mai dimenticato Papa dei giovani, durante il giubileo della Redenzione nel 1984 ha affidato ai giovani una Croce perché fosse portata nel mondo.

"Carissimi giovani, alla fine dell'Anno Santo, io vi affido il segno stesso di questo Anno Giubilare la "Croce di Cristo"! Portatela nel mondo come segno dell'amore del Signore Gesù per l'umanità e annunciate a tutti che non vi è salvezza e redenzione che nella Croce di Cristo morto e risuscitato."
(22.4.1984)

La Croce dell'Anno Santo è diventata la Croce delle Giornate Mondiali della Gioventù, la Croce dei Giovani.
È assai impressionante vedere con quale semplicità i giovani danno ovunque una testimonianza pubblica della loro fede nell'accoglierla. Essi non esitano a venerarla e portarla davanti a tutti.

Questa esperienza si ripete in ogni angolo della terra dove, in questi anni, la Croce è stata accolta e venerata; dall'Europa, all'Australia, dall'America all'Africa.
E proprio in Africa ha sostato e pellegrinato la Croce dei Giovani per due anni, prima di essere portata a Sydney per la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi nel luglio 2008.

Il pellegrinaggio della Croce delle GMG e dell'Icona di Maria è iniziato in terra africana il 12 aprile 2006 con la prima tappa in Senegal per poi visitare quasi tutti gli stati africani.

Dal Congo (o Zaire), la Croce e l'Icona sono approdate in Burundi, non senza difficoltà: inizialmente attese per il 9 ottobre 2008, sono arrivate con quindici giorni di ritardo per problemi di trasporto aereo.
Ma già da quella data, a Bujumbura si era già radunata una numerosa folla in trepidazione per quello che si prospettava come il più grande raduno mai visto in Burundi.
Il 19 ottobre, all'aeroporto di Bujumbura, è sbarcata l'Icona della Madre di Dio senza la croce.
Con la recita della Via Crucis, l'Icona della Madre è stata portata al Santuario del Monte Sion a Gikungu. La chiesa era completamente piena di giovani: l'immagine della Madonna ha preceduto la croce, affinché la Madre preparasse il cammino verso Gesù.
Il 23 ottobre è arrivata finalmente anche la croce della GMG.

Il pellegrinaggio ha offerto un'occasione provvidenziale per sviluppare il tema di riflessione proposto dalla Conferenza Episcopale della Chiesa del Burundi: "Pace e riconciliazione".
Nel corso della cerimonia in onore della Croce e dell'Icona, il Vescovo di Bujumbura ha pronunciato una richiesta di perdono per tutti i mali commessi nel paese.

Questo ritardo ha tuttavia stravolto il programma delle cammino della Croce per le parrocchie del Burundi.
La Croce e l'Icona di Maria hanno sostato solo nelle diocesi e numerose parrocchie hanno dovuto cancellare le celebrazioni che avevano predisposto per onorare questi simboli della Fede Cristiana.

Per mitigare la comprensibile delusione di molti fedeli, soprattutto giovani, e per non disperdere quel grande lavoro di preparazione, anche spirituale, che le comunità avevano vissuto, l'episcopato del Burundi ha voluto preparare una Croce dei Giovani della Chiesa del Burundi e portarla in ogni parrocchia, in ogni succursale per la venerazione delle folle. Ed è stato un vero bagno di folla. Folle incalcolabili, dai numeri imprevedibili.

La Croce sarebbe dovuta arrivare a Rwegura in Aprile, ma nei mesi precedenti si sono avuti episodi di guerriglia e violenza che hanno reso il clima sociale molto difficile al punto che il programma delle celebrazioni è rimasto in forse fino all'ultimo. Ma la provvidenza non ci ha abbandonati: una tregua ha riportato la calma tra le colline e così si è potuto accogliere la Croce e dare il via alle tanto attese celebrazioni.
Nella prima settimana di maggio (2008) la Parrocchia di Rwegura ha ospitato la Croce dei Giovani per 9 giorni. La gente è stata veramente entusiasta di poter accogliere questo simbolo della nostra fede; accogliere la Croce è stato come accogliere Cristo, nostro Salvatore, ospite prezioso dell'anima.

Per l'arrivo della croce, i cristiani di Rwegura si sono organizzati con grande entusiasmo e volontà, come segno del loro grande amore per Gesù. Volevano poter accogliere la Croce di Cristo con tutti gli onori e la devozione che merita un tale simbolo.

La gioventù si è organizzata ed ha allestito un camion con il quale andare incontro alla croce per portarla, poi, per le strade di Rwegura.
La Croce è stata consegnata ai nostri giovani da quelli della vicina succursale di Munanira. Così il corteo ha potuto avere inizio. Numerosi i tamburi al seguito che hanno rullato a festa per richiamare la gente e annunciare loro il passaggio della croce di Cristo. Canti, danze, invocazioni di lode e di ringraziamento hanno riempito di gioia e di fede questi momenti.

La Croce è arrivata trionfante a Rwegura dove una marea di gente l'attendeva gioiosa e impaziente.
Accolta dai diaconi e dai catechisti, dal saluto dei danzatori, la croce è stata introdotta in chiesa con il canto dei tamburi, accompagnata dalle danze delle ragazzine che gettavano fiori al suo passaggio.

La Croce è stata intronizzata tra l'altare e il tabernacolo in mezzo a molti fiori e candele. Il momento è stato veramente emozionante e carico di immensa gioia.

I Capocollina di Munanira hanno ufficialmente consegnato la Croce ai Capocollina di Rwegura. Il parroco ha poi benedetto la Croce e ha dato inizio ad una celebrazione eucaristica che è durata parecchie ore.

Dopo la Santa Messa la gente ha continuato la sua preghiera in modo silenzioso e personale, aiutata dalle suore e dall'animazione dei catechisti.
In questo primo giorno si è registrata anche una grazia: la guarigione di una giovane mamma che, mentre stava per essere trasportata in ospedale, ha chiesto di essere lasciata morire ai piedi della croce di Rwegura, e invece è tornata a casa risanata.

Questo fatto ha presto fatto il giro delle colline e ha risvegliato la fede nella potenza e nella grande misericordia di Dio.
Dal secondo giorno, i cristiani di Rwegura hanno iniziato a portare ai piedi della croce i malati, gli infermi, gli storpi e persone affette da ogni sorta di handicapp. Rwegura si è trasformata presto in una piccola Lourdes.

Numerose le grazie del corpo ricevute ma ancor di più le conversioni dell'anima che ci hanno fatto comprendere come dietro quella Croce c'era lui, il Cristo, l'ancora della nostra salvezza, il Dio che ci ama di un amore misericordioso.

Per nove giorni e nove notti la gente si è alternata in adorazione davanti alla Croce e ai suoi piedi è stata lasciata una enorme quantità di messaggi, lettere, invocazioni, preghiere, richieste di aiuto e di protezione.
Quando il Sacerdote è arrivato a Rwegura per prelevare la Croce, ha impiegato circa tre ore per bruciare tutti questi messaggi.

Dalla chiesa della missione di Rwegura, la croce è stata trasportata nella parrocchiale. Sul percorso due ali di folla la accompagnava: gente che pregava, che si inginocchiava, danzava, cantava. Sembrava di essere a Gerusalemme quando Gesù, nel giorno delle palme, entrava trionfante in città acclamato dalla moltitudine.

A Kayanza, la processione ha toccato ogni angolo della città: dall'ospedale al mercato. Sulla strada sono accorsi anche musulmani e protestanti per vedere questo evento straordinario. Hanno assistito in rispettoso silenzio dando segno di partecipazione a questa festa cristiana.

La processione è durata tre ore e mezza e si è conclusa con l'ingresso della Croce nella parrocchiale. Qui è stata, poi, celebrata una Messa solenne.

Si chiudeva così per la gente di Rwegura un avvenimento straordinario, di quelli che lasciano un segno nella storia di una comunità.
La Croce dei Giovani è passata sulle nostre strade, ha dimorato nella nostra Chiesa, ha convertito tanti cuori, ha ridato forza e fiducia a tante famiglie. Un vero miracolo di Fede in quel Dio che è nostro Padre, in quel Figlio, Gesù Cristo, che ha assunto la nostra natura umana per condividere con noi il peso e la bellezza di sentirsi figli dell'unico Dio, nello Spirito Santo che è la forza dell'Amore di Dio che tutto raggiunge e tutto trasforma.

(maggio 2008)

Saluto dalla Redazione: Riccardo Ferrari