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Saluto alla comunità di Calino Calino - Luglio 2007 |
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Carissimi, molti di voi mi conoscono da tempo, perché sono nata ed ho vissuto per molti anni a Calino, ma molti ragazzi, qui presenti in occasione del
GREST e della Santa Messa domenicale, forse non sanno bene chi sono. Mi chiamo Suor Ignazia Ferrari, della Congregazione delle Suore Operaie di
Botticino e da 38 anni sono in AFRICA come missionaria; sono in BURUNDI per portare a quella popolazione il mio contributo umano e spirituale, per
alleviare un poco la loro povertà, ma soprattutto per far conoscere il Vangelo. Ho trascorso in Italia 3 mesi di vacanza, un po' a Botticino, un po' a Calino ed ora mi preparo alla partenza che avverrà domenica 29 luglio e, proprio come in queste ore, io sarò in volo per il BURUNDI. Ecco perciò che la mia presenza qui è per un SALUTO a tutti voi che ho incontrato in questi giorni e perché voglio DIRE UN GRAZIE a tutti. A quelli che mi hanno dato un contributo da impiegare nei miei progetti: alcuni sono già stati ultimati, per altri che ho già preparato il "terreno" in questi mesi e cercheremo di potarli a compimento nei prossimi anni. Un GRAZIE PARTICOLARE a tutte quelle persona che si sono impegnate per una ADOZIONE A DISTANZA; questa forma di solidarietà vuol dire aiutare molti bambini, orfani, ammalati, poveri a vivere meglio e ad andare a scuola. Ho iniziato la mia VITA MISSIONARIA nel lontano 1969 e, appena arrivata a NYAMURENZA, ho imparato velocemente la lingua Kyrundi che, unita al Francese (loro lingua ufficiale), mi permetteva di comunicare con la gente. Ho INSEGNATO per parecchi anni ai ragazzi a leggere, a scrivere e a fare i calcoli oltre che a vivere con loro il VANGELO ogni giorno. Poi ho PREPARATO NUOVI INSEGNANTI E CATECHISTI in modo che molti di loro fossero di aiuto alla loro gente e continuassero ciò che io avevo loro insegnato. In quegli anni mi sono occupata della SALUTE dei BAMBINI, poverissimi, malnutriti, tanti di loro orfani, perché la guerra, ogni anno, uccide genitori e familiari. Anch'io ho provato la paura della guerra fra le due etnie, rischiando anche la vita; la GUERRA è continuata fino a qualche anno fa ma non si può ancora dire finita. Nel 1978 sono stata incaricata di fondare una NUOVA MISSIONE A RWEGURA, ai confini della foresta. Un territorio molto pericoloso non solo per gli animali feroci (come serpenti, leoni, ecc...), ma perché luogo di rifugio di molte persone cattive, chiamate ribelli, che devastano villaggi, rubano ed ammazzano tutti quelli che incontrano con estrema facilità. HO COSTRUITO QUI tre anni fa, anche grazie al vostro aiuto, UNA GRANDE CHIESA per accogliere i fedeli per la S. Messa ed anche per altre occasioni. E' sorto un LABORATORIO DI FALEGNAMERIA ed uno di SARTORIA dove i giovani hanno imparato a costruirsi una casa e ad arredarla, mentre le ragazze a confezionare vestiti e maglie per tutte le esigenze. Non poteva mancare anche UN DISPENSARIO, che è come un piccolo ospedale nel quale assistiamo tutte le persone ammalate, i bambini sieropositivi, persone ferite, donne in attesa di partorire. Seguiamo tutti i ragazzi con visite periodiche di controllo. Infine, prima di venire in Italia, ho potuto festeggiare la fine di altro importante progetto: il progetto "ACQUA POTABILE". Tutti sappiamo quanto sia importante poter disporre ogni giorno dell'acqua pulita per bere, lavarsi e lavare ogni cosa. In Burundi l'acqua buona non manca ma queste sorgenti sono molto distanti e spesso nascoste in alta montagna quindi inaccessibili. La gente era costretta ad usare sempre acqua delle pozze, acqua stagnante ed infetta portatrice di molte malattie. Ebbene, ho speso tutte le mie energie e mi sono impegnata fino in fondo nell'incanalare l'acqua di TRE SORGENTI e, mediante tubazione lunghe otto chilometri, sono riuscita a portare l'acqua a quattro villaggi costruendo dei serbatoi e ben quattordici FONTANELLE dislocate sulle varie strade. Per fare questo ho assunto un tecnico e 126 operai che in tre mesi hanno ultimato il progetto. I risultati si sono già visti: oltre alla gioia di quindicimila persone che usufruiscono di acqua buona e a portata di mano (la maggioranza bambini), si è già avuto un sensibile calo di malattie. ORA RIPARTO, rigenerata fisicamente, ma soprattutto con un grande entusiasmo: ho già le maniche rimboccate per ALTRI PROGETTI CHE MI ATTENDONO. A metà AGOSTO infatti mi aspetta subito un grande evento, che vivrò insieme alla Madre Generale e alle consorelle: la PROFESSIONE RELIGIOSA di 5 SUORE BARUNDI che entreranno a far parte della famiglia delle Suore Operaie. Queste non sono le prime ma si aggiungeranno alle altre 46 consacrate di colore che in tutti questi anni hanno fatto questa scelta ed ora sono dislocate, alcune in Brasile, con Suor Elena, altre in Italia per studiare, altre ancora in Burundi nelle quattro case delle Suore Operaie. Infatti, carisma della nostra Congregazione è proprio quello di lavorare insieme a tante persone per sentirsi solidali nella fatica del lavoro, ma anche per condividere problemi e gioie della vita mettendo sempre "GESU IN MEZZO, AL CENTRO DI OGNI COSA". Questo carisma porta alcune suore ad impegnarsi nella raccolta del Té, affiancando gli operai del posto, altre in Europa lavorano nelle fabbriche, insegnano nelle scuole, assistono gli ammalati nei dispensari ed ospedali, visitano i carcerati, aiutano tutti quelli che sono in gravi difficoltà. So che essere missionaria significa AVERE SEMPRE ACCESA NEL CUORE UNA FIAMMA IMPORTANTE quella che poi accende tante altre fiammelle tutte attorno; questa fiamma E' L'AMORE PER GESU' e proviene da una scintilla accesa: quella dello SPIRITO SANTO che illumina il nostro cuore e la nostra mente nel fare tutto quello che a Lui piace. Perciò anche voi tutti che mi ascoltate, sentitevi MISSIONARI perché condividete con me le sofferenze di un popolo lontano e lo aiutate in tanti modi, sia MATERIALMENTE CHE SPIRITUALMENTE: le vostre preghiere saliranno a Dio e davanti a Lui si uniranno a quelle dei nostri fratelli africani, che io assicuro saranno numerose e costanti, per ricambiare e ringraziare tutte le persone che pensano a loro. "TUTTO QUELLO CHE AVRETE FATTO ANCHE AL PIU' PICCOLO DEI VOSTRI FRATELLI E' COME SE LO AVRESTE FATTO A ME", cosi dice Gesù, così ci insegna il Vangelo. Così anch'io mi auguro di avere alimentato, con queste semplici parole, la fiamma che arde in tutti voi: quella dell'AMORE PER GESU' CHE SI TRADUCE NELL'AMORE PER IL PROSSIMO. Con questa mia testimonianza vi saluto e vi ringrazio infinitamente anche a nome dei nostri fratelli africani che mi aspettano, e vi dico semplicemente: "ARRIVEDERCI.. A FRA QUALCHE ANNO !!!" Calino 22.07.07 Chiudi |