Il Progetto "Acqua" a Rwegura

Rwegura - Aprile 2007

L'acqua è il bene più prezioso che l'uomo possa desiderare.
L'acqua è il bene più umile, semplice, puro che solca la nostra terra.

"Laudato si, mi Signore, per sora Aqua,
la quale è molto utile et umile et preziosa et casta."

Così San Francesco d'Assisi pregava il Signore per il dono dell'Acqua.

L'acqua: un segno di vita e di salvezza
Nella Storia Sacra descritta nei libri della Bibbia, l'acqua è "Fonte di Vita".
Pensiamo al Diluvio Universale che purifica l'Umanità dal male e genera una nuova umanità attraverso Noè che, su invito di Dio, si rifugia nell'Arca.
Pensiamo al Popolo Ebraico che con il passaggio del Mar Rosso viene liberato dalla schiavitù egiziana e si incammina verso la Terra promessa.
Gesù stesso, all'inizio della sua vita pubblica, si fa battezzare nel Giordano dalle mani di Giovanni e Dio lo presenta all'Umanità come suo figlio nel quale ha posto tutto il suo amore.
Pensiamo ai momenti dell'agonia di Cristo sulla Croce, quando viene trafitto dalla lancia del centurione romano e dal suo fianco sgorga sangue e acqua, segni di umanità e divinità di Cristo.
L'acqua purifica e fa rinascere a nuova vita; così è il Battesimo: l'acqua che viene versata sul capo del battezzato, lo fa diventare nuova creatura in Cristo, figlio di Dio e figlio della Chiesa.
Per i cristiani barundi è facile vivere e ascoltare questa catechesi sull'acqua perché da sempre sperimentano la preziosità di questo dono che dà vita e salute ad ogni uomo.

Dalla Catechesi alla Promozione Umana
Le Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth sono presenti da ormai 40 anni di Africa, in Burundi; questi anni intensi hanno scandito la mia vita religiosa e umana. Tanti gli sforzi, i progetti, le opere che sono state realizzate per soccorrere questi nostri fratelli africani. Quanta solidarietà è passata dalle mie mani e dalle mani delle consorelle che con me hanno condiviso la missione di rendere migliore la vita di questi fratelli poveri che il Signore ci ha posto sul cammino della vita.

L'Africa è un continente dove la risorsa acqua è più preziosa che in altre parti del mondo.
L'Africa soffre da sempre la siccità e con essa: carestie, epidemie, tutte situazioni terribili legate alla mancanza di acqua e di acqua buona.
Il Burundi, nel cuore dell'Africa, è un paese più fortunato di altri perché è una regione verde e rigogliosa con alcune regioni ricche d'acqua, ma il più delle volte la popolazione non ha la possibilità utilizzarla.

L'idea
Il problema Acqua potabile è diventato negli ultimi anni sempre più grave, così che nella mia missione di Rwegura abbiamo deciso di dare una risposta concreta e forte a tale urgenza.
Nel 2006 è stato ideato e portato a conclusione il "Progetto Acqua Potabile" finalizzato a rifornire di acqua buona due grandi villaggi delle nostre collina: Ruharo e Kibaya, raggiungendo anche la nostra succursale di "Caguka" dove sorge la scuola elementare e la chiesa per la preghiera domenicale. Caguka sorge infatti ai piedi di queste colline.

Rwegura
La missione di Rwegura, situata al bordo della foresta equatoriale tra Rwanda e Zaïre, è una zona dove la vita è molto dura sotto ogni aspetto: dalla guerriglia che terrorizza la popolazione, e genera estrema povertà, dalle malattie più devastanti, ad una situazione di continua indigenza; una vita di sofferenze a non finire.
In questa situazione di morte nasce il "Progetto Acqua Potabile" come gesto di vita e di speranza.

Il Progetto Tecnico
Il progetto tecnico è stato curato e guidato da personale tecnico fornitoci dagli amici padri Saveriani.
Nel progetto sono stati contattati e coinvolti il sindaco della località e il capo Zona: il loro contributo è stato prezioso nella animazione e sensibilizzazione della popolazione affinché collaborasse al progetto. Oggi si può dire che la gente è stata molto contenta dell'iniziativa e si è resa disponibile a lasciarci passare nei loro campi con il canale di conduzione.

Dal punto di vista idrico, le colline di Rwegura coinvolte nel progetto sono prive di pozzi naturali, per cui si dovevano sfruttare le sorgenti sotterranee.
L'acqua, poi, scorre per gravità e sarebbe stato un peccato lasciare perdere tanta acqua pura di sorgente.

Il lavoro è stato articolato in varie fasi: la ricerca e captaggio della vena d'acqua che usciva dalla montagna; la costruzione di una adeguata cisterna per raccogliere l'acqua; una rete di tubature per incanalare l'acqua e distribuirla verso i due villaggi.

Il percorso complessivo delle tubature è di 6 Km: 2,5 Km per arrivare alla prima collina, altri 3,5 Km alla seconda. È stata prevista l'installazione di 6 fontanelle per uso pubblico e di una grande, solida cisterna per rifornire, durante la stagione della secca, la scuola di Caguka e quanti abitano nel luogo.
Durante i lavori abbiamo avuto la possibilità, vista l'abbondanza di acqua trovata, di allungare il percorso delle tubature d'acqua fino a raggiungere una terza collina vicina a Ruharo e Kibaya. 550 metri di tubi in più ma siamo riusciti a dare l'acqua anche ad altre comunità.
Sono circa 15.000 le persone che potranno beneficiare di quest'opera. Un risultato insperato, incredibile, insostituibile.

Il Lavoro
La gioia di noi missionarie è stata grande fin dall'inizio, nel constatare la generosa collaborazione della nostra gente. Abbiamo gioito molto nel vedere la gente felice come non la vedevamo da tempo; insegnanti, scolari, giovani e anziani, tutti a trasportare sul posto il materiale utile alla realizzazione del progetto; infatti, il camion che forniva il materiale per la costruzione doveva depositare il tutto a circa 2 km di distanza dalla sorgente. Qui il territorio è collinoso, e ci sono solo sentieri che collegano una collina all'altra.

Gli operai che hanno prestato la loro opera nel progetto sono stati 126; hanno lavorato bene e con serenità.
Il lavoro è stato un po' duro nel "captage" della collina perché, come in ogni opera, gli imprevisti e le difficoltà non sono mancate. La ricerca della falda acquifera ha portato alla scoperta di ben tre sorgenti. Si è così dovuto fare uno spazio molto più grande per riuscire ad incanalare tutte e tre le falde insieme. In compenso abbiamo potuto raccogliere buona acqua in quantità superiore alle aspettative.
Nel tragitto sono state costruite 4 fontane e una alla succursale; a Caguka abbiamo dovuto tagliare il rubinetto e lasciare scorrere l'acqua perché la grande cisterna a monte traboccava continuamente, per la grande quantità d'acqua che le sorgenti producono.

La Provvidenza
Ora che i lavori sono ultimati, e la gente va e viene dalle fontane con il loro carico d'acqua e con il cuore pieno di gioia, ci appare vera, reale, vicina l'opera della Divina Provvidenza.
Il missionario è la persona che in maniera speciale si affida alla Provvidenza e constata quotidianamente che Dio non abbandona mai i suoi poveri.
È proprio vero che il vero bene non fa rumore.

Il Grazie dei fratelli barundi
Mi sento in dovere di ringraziare i molti amici italiani che, con i loro gesti di solidarietà, hanno sostenuto questo progetto e ci hanno consentito di portarlo a termine.
Grazie di cuore per aver offerto ai nostri fratelli barundi un servizio che li fa stare meglio; essi sono assai miserabili nella loro vita sempre incerta e piena di sofferenze. Numerose volte mi raccomandano di portare a tutti gli amici italiani il loro grazie, la loro gratitudine che è fatta di preghiera.
Al loro, unisco il mio grazie di vero cuore per questi esempi di Amore e di solidarietà verso i poveri; tutto questo mi dà coraggio e mi dona quella forza di continuare, con serena generosità, ad aiutare e assistere chi è nel bisogno.
Nei gesti di amore ai fratelli è Cristo che serviamo!
Il vostro impegno è la conferma di una vera testimonianza di Fede, di Amore a Cristo. L'immagine visibile di questa solidarietà sono i nostri fratelli più poveri e sfortunati.
Siamo sicuri che il Bene che ognuno di noi dona gratuitamente, Dio Padre lo ricompenserà con le sue grazie e benedizioni.

progetto Acqua a Rwegura progetto Acqua a Rwegura
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