|
Un ritorno con Gioia Rwegura - Settembre 2004 |
|
Per noi missionarie è consuetudine tornare in patria ogni due - tre anni per trascorrere un periodo di vacanza al fine
di ritemprare il fisico e lo spirito. Anch'io ho vissuto il mio periodo di riposo in Italia con gioia, in parte nella
mia famiglia e in parte tra la gente. È stato un momento particolare, segnato da giorni ricchi di missionarietà; infatti ho avuto la gioia di fare l'esperienza di animazione missionaria in parecchie parrocchie, per ricaricarmi spiritualmente, così come si fa con la vettura quando occorre fare il pieno di carburante per continuare a viaggiare. Ci tengo a sottolineare che la mia presenza è stata richiesta da numerosi gruppi catechistici, giovanili e da tante scuole materne, elementari, medie e superiori. Con questi bambini e giovani ho condiviso la gioia di poter conoscere un mondo tanto diverso e lontano da quello del Burundi. In loro ho trovato molta sensibilità ed il grande desiderio di fare qualcosa per, alleviare la sofferenza di milioni di fratelli che hanno soltanto la colpa di essere nati in una terra povera, resa sempre più sterile e invivibile da decenni di sanguinose guerre. Questi incontri mi hanno gratificato, perché mi sono resa conto che esistono ancora tante persone che vivono, nel vero senso della parola, il loro impegno cristiano, coltivando in cuore l'amore per i fratelli più bisognosi, sulla scia dell'amore che Cristo ha testimoniato nei confronti dell'umanità. In questo periodo ho anche incontrato tanti benefattori che continuano a darmi una mano nel sostentamento dei miei barundi. Ricordo e ringrazio anche un gruppo di amici della Franciacorta che si è impegnato ad aiutarci nella realizzazione dell'ampliamento della chiesa parrocchiale di Rwegura, ormai insufficiente a contenere i fedeli; inoltre mi sono pervenuti fondi per l'avvio di una scuola di artigianato presso la mia missione, contributi raccolti anche attraverso un concerto di musica lirica, a conclusione di una lotteria. Non dimentico il rinnovo di tante adozioni già in corso e le numerose adesioni a nuove adozioni a distanza, al fine di donare ai piccoli barundi un futuro più sereno. La provvidenza è stata generosa nei confronti della mia terra di missione! Dopo undici mesi di sosta in Italia, il 21 agosto 2004 sono tornata in Burundi, nella comunità di Rwegura (a due passi dalla grande foresta) dove ho vissuto la maggior parte dei miei anni di missionaria. Non dimenticate che in Africa si muore ancora di fame e di malattia. Vi assicuro che non ci si può abituare ad una simile vita. Tuttavia ogni giorno vedo esempi di fede, amore, coraggio, speranza. La mia gente rischia la vita per venire al Dispensario per curarsi, andare a scuola, partecipare alla S. Messa domenicale. I nostri fratelli barundi hanno viva in cuore la fiducia in Dio Padre. Amano Cristo come vero amico e lo invocano quale unica àncora di salvezza, rifugio sicuro, sorgente di vita e di ogni bene. Non si può rimanere indifferenti davanti a tanti esempi luminosi pur in mezzo a tanta povertà e sofferenza. L 'Africa è lontana dall'Italia come terra, cultura e tenore di vita, ma le nostre comunità africane pregano molto per i loro amici italiani. La preghiera è tutto ciò che hanno da offrirvi, è il legame che unisce loro e noi nella comune appartenenza alla Chiesa, in un abbraccio di solidarietà tra due mondi profondamente diversi, ma allo stesso tempo fratelli in Cristo. Chiudi |