Rinunci al gelato e in Burundi arrivano ... i fagioli

Giornale di Brescia 10 agosto 2003

BAGNOLO MELLA - Il riferimento ultimo è estivo, ma il rimando è scolastico, tanto che ne viene fuori una bella storia da 50 righe che comincia con "c'era una volta".
Dunque, c'era una volta la pratica, divenuta ormai abitudine, di trasformare gli spiccioli d'avanzo di qualsiasi operazione contabile di gruppo classe in gelato. Pratica che trova soddifazione negli ultimi giorni di scuola sul mucchietto di cents, un tot a testa, rimasti in cassa dopo una gita, un'uscita in scuolabus, la visita ad una mostra o altro, si costruisce con nuovi versamenti il gruzzolo utile ad un euro e mezzo di cono, alla panna o al cioccolato: e tutti a sorbire contenti! Pratica, questa, giocosa e del tutto condivisibile, nella condizione comunque di essere disattesa con un poco di fantasia.
Così quel mucchietto di cents di fine gita dell'anno scolastico 2001/02, per alcune classi della scuola media, oltre un centinaio di ragazzi, anziché finire in gloria in gelateria, con il consenso generale, passò in mano a Guido Marinoni, 70 anni, missionario laico, falegname, da oltre trent'anni in Burundi, allora occasionalmente a casa a Bagnolo. E da Guido, di nuovo volato in Africa, passò in mano a suor Ignazia Ferrari, suora operaia, anche lei missionaria.
La quale, suor Ignazia, sbalordì tutti con il suo resoconto mandato per posta. Più o meno con quell'euro a testa, gli oltre cento ragazzi che avevano fatto gruzzolo avevano permesso a Nyamurenza, Burundi, l'acquisto di 5mila chilogrammi di fagioli - 5mila! - distribuiti a circa 400 poveri e ad un centinaio di orfani, ai quali era stato dato in aggiunta un grosso sapone e una manciata di sale.
Così mentre risultava arduo immaginare una montagna di 5mila chilogrammi di fagioli, l'entusiasmo carburò convenientemente i ragazzetti di una classe delle medie che si resero disponibili, nell'anno scolastico appena trascorso, a un bis di quella che venne chiamata "operazione fagioli".
Certo, la denominazione era una semplificazione essendo del tutto affidata la gestione della cifra di circa cento euro alla concretezza della bresciana suor Ignazia, la quale si è fatta viva di recente, al di là dei tempi dei calendari della Moratti Letizia, con un altro resoconto. In esso non compaiono più i fagioli ma 200 chili di un preparato di farine per 132 bimbi malnutriti, più due sacchi di zucchero e del pesce.
In aggiunta, a 60 bambini un vestitino e agli altri, più grandi, una maglia. Senza che nessuna gelateria di Bagnolo abbia sofferto, per la cronaca, negli ultimi tempi, significative riduzioni di vendite.

(Lina Agnelli)

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