Una vita "spesa" per gli ultimi

21 Novembre - Mivo

In ricordo di Vigilia Bettinsoli, ostetrica volontaria di Lodrino (BS)

Carissimi,
alle ore 15 del giorno 21 novembre 2002 a Mivo (Burundi) si sono riuniti i missionari, i batwa, gli scolari e i fedeli della parrocchia per essere uniti ai familiari e amici di Vigilia nel momento in cui l'accompagnavano al cimitero (in Italia).
La chiesa di Mivo era gremita di fedeli fino al piazzale perché non c'era posto sufficiente per tutti. Il tempo molto nuvoloso, con temporali e pioggia a dirotto. Nonostante questo, la gente non ha avuto timore, si è affrettata ad essere presente alla S. Messa concelebrata da 7 sacerdoti, presieduta dal parroco.
I canti, le preghiere erano solenni come la festa di Pasqua; gli scolari hanno cantato molto bene.
Il parroco nell'omelia ha commentato il vangelo di S. Matteo illustrando le opere di misericordia passandole in rassegna per farle rivivere, ma soprattutto applicarle sull'esempio di Fede e di Amore che Vigilia ci ha lasciato vivo nel nostro cuore.
Le preghiere di intercessione, tutte per Vigilia, molto toccanti e reali per il bene che ella ha saputo donare a tutti; anche se privilegiava i più piccoli come prediletti di Dio.
Alla fine della celebrazione, don Angelo Ghitti ha letto alcuni pensieri delle lettere che Vigilia le aveva scritto, il parroco traduceva in Kirundi. Si è potuto conoscere la storia della sua malattia, il forte desiderio di ritornare fra la sua gente e il male che la prendeva sempre più.
Allora con coraggio e generosità ha offerto la sua sofferenza per la Pace del mondo intero, soprattutto per il Burundi.
Infine chiedeva preghiere perché fosse capace di compiere il volere di Dio fino in fondo con serenità.
L'assemblea ascoltava con attenzione, silenzio e commozione; molti piangevano per il distacco dell'amica dei poveri. In pochi minuti la gente è rientrata alle loro case con molta tristezza in cuore.
Quindi è stata una celebrazione pasquale, ma segnata dalla sofferenza della Passione.
Sono sicura che la bella testimonianza di fiducia, di Amore e di generosità rimarrà viva nei cuori di quanti l'hanno conosciuta ed hanno collaborato con lei.
Vigilia rimarrà presente nei pensieri e nella preghiera di tutti quelli che hanno avuto la gioia di conoscerla e di amarla.
Ecco in breve quanto abbiamo vissuto noi mentre a Lodrino si accompagnava la salma di Vigilia al cimitero. Il bene che ha saputo donare ora lo sta godendo nella Pace eterna.
Vi ricordo tutti al mio Signore, ed auguro un cordiale saluto e abbraccio.

Vostra suor Ignazia



I Pigmei piangono Vigilia

"Kiremba" - Dicembre 2002

Si è spenta il 18 novembre a Lodrino Vigilia Bettinsoli. Ha dedicato la vita al Burundi ed in particolare ai Batwa, i pigmei, gli ultimi in quella società. Vigilia aveva solo 54 anni. Da anni lottava con un male terribile che non le ha impedito di tornare in Africa fino all'ultimo. Ecco le tappe di una vita esemplare.
Dal 1975 al 1978 lavora con lo Svi ad un progetto sanitario a Mubuga, nella diocesi di Ngozi, come ostetrica infermiera.
Dal 1978 al 1992 è ostetrica nell'ospedale di Gardone Valtrompia ed investe le sue ferie in Burundi.
Dal 1992 al 1998 opera, con Medicus Mundi, nella diocesi di Ngozi. Apre un dispensario-maternità ed un centro nutrizionale, costruiti grazie all'aiuto di Cuore Amico, al lavoro di sostegno dei parrocchiani di Lodrino e degli amici di Gargnano.
Si prodiga per la formazione del personale infermieristico ed insegna la professione a due suore del posto, alle quali affida poi la gestione del dispensario.
Dal 1998 si dedica interamente ai Batwa, i pigmei del Burundi.



Ha dato casa, dignità e una tessera sanitaria

Dal 1998 Vigilia ha cominciato a censire i Batwa della zona di Mivo: 350 famiglie, 2.000 persone. Si proponeva di portarli in una situazione di autonomia, facendo in modo che avessero una casa, terra da coltivare e una scuola per i bambini. Con i primi soldi Vigilia ha comprato terra da coltivare: le famiglie, riunite in una cooperativa, sono state divise in gruppi e ad ogni gruppo è affidata la coltivazione di un appezzamento. I Batwa coltivano fagioli, mais, patate, frumento, soia; i raccolti (tre l'anno) vengono divisi in parti uguali, avendo cura di tenere una parte per la semina. In questo lavoro Vigilia era affiancata da un agronomo. Ad ogni famiglia è stata data anche una capra: il primo capretto partorito viene reso alla cooperativa, affinché possa essere dato ad una famiglia che ne è ancora sprovvista. Parte del terreno comprato é stato destinato alla costruzione delle case: 85 in mattoni crudi per i Batwa che vivono vicino all'acqua; 125 capanne, con le pareti di mattoni e i tetti di paglia, per quelli che vivono in montagna, dove manca l'acqua, e che non vogliono spostarsi in pianura.
È stato costruito un edificio scolastico di sei aule con i banchi in legno; la scuola è frequentata durante la settimana da duecento bambini, mentre, di sabato, quaranta adulti seguono un corso di alfabetizzazione con un maestro locale.
II materiale didattico è fornito gratuitamente, ma ai bambini è chiesto di esserne responsabili: quando, per fare un esempio, hanno bisogno di una penna nuova, devono consegnare la vecchia finita e portare un cestino di sterco che verrà utilizzato per concimare il terreno coltivabile.
Vengono mantenuti all'università un ragazzo ed un catechista Batwa. Ai pigmei era proibito entrare nel dispensario e, non potendo curarsi, morivano per le più banali malattie. Oggi, invece, ogni famiglia dispone di una tessera assistenziale per le medicine che vengono fornite loro dalle suore del dispensario. Una volta al mese Vigilia pagava il conto dei medicinali. In questo modo il tasso di mortalità è notevolmente diminuito.
Ogni sabato a tutte le famiglie più povere, che raggruppano un trecentocinquanta persone, viene distribuito un sapone, una misura di fagioli e il sale. Per favorire la convivenza sono stati organizzati tornei di calcio con divise e scarpe regolamentari.
A Mivo è rimasta Rosetta Pagani che continua l'opera di Vigilia.
Chi volesse ricordarla con un contributo al Progetto Batwa, che viene realizzato in collegamento con lo Svi, può utilizzare il c/c postale 10236255 oppure il c/c bancario 14500, Banco di Brescia, Cab 11205, Abi 3500.
Va bene anche il bollettino allegato a Kiremba specificando la causale Progetto Batwa. I pigmei ve ne saranno grati.


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