C’č ancora speranza in Burundi?

Lavoro e Vita - 2001

La fede in Imana, Dio dei barundi, è sempre una forza nei momenti difficili.
I barundi hanno sofferto e soffrono tuttora, ma il loro amore per la vita li spinge ad andare avanti, a riprendere con coraggio il difficile cammino del calvario quotidiano, nella speranza della pace, di un po’ di serenità.
Pur passando la notte fuori dalla casa o capanna, nascosto in mezzo alle piante del caffè o delle banane per paura di rappresaglie e violenze, il murundi (cittadino del Burundi) pensa al domani affidandosi ad Imana Mushoboravyose (il Dio potente).
Al sorgere del sole, ognuno torna a casa e riprende le proprie attività.
In Burundi le colline sono ancora verdi, con le belle piantagioni di tutto ciò che serve per vivere, quando dal cielo la pioggia irrora la terra. La gente delle colline continua a volersi molto bene, le persone sono solidali tra di loro, condividono la gioia, la sofferenza ed il poco che hanno; mettono in comune la loro povertà con tanto amore.
I barundi stanno ancora insieme per condividere un bicchiere di birra, rito quasi quotidiano, gesto che rinforza la fraternità e il dialogo tra la gente semplice e povera, come dice bene il proverbio Kirundi: "Umurundi ntavumba inzoga avumba ijambo", che significa: "il murundi non cerca solo la birra, ma la parola e il dialogo".
Nelle famiglie si formano gruppi di preghiera, si recita il Rosario, e la Madonna, la Regina della Pace, è anche sulle labbra dei più piccoli che la invocano senza stancarsi.
Non solo alla domenica, ma anche nei giorni feriali le nostre chiese sono ancora piene di gente, di fedeli che pregano, cantano e cercano in Dio forza e conforto.
La Fede, la Speranza, la Carità si rafforzano nel cuore della mia gente barundi specialmente nella Celebrazione Eucaristica. In quel momento, il popolo di Dio è un "cuor solo ed un’anima sola", unito nella fede, nel canto, nella lode e nella preghiera.
È nella fiducia in questo Dio che ama i piccoli e gli umili che possiamo sperare ancora in un "Burundi, giardino di Imana dove scorreranno di nuovo latte e miele" come era anticamente chiamato il mio Paese.

(Suor Adela - Suore Operaie)

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