Saluto a Suor Ignazia

18 novembre 2001 - Comunità di Calino

"Il missionario è la personificazione più bella e sublime della vita ideale. Egli ha contemplato in spirito Gesù Cristo che addita agli apostoli il mondo da conquistare al Vangelo non già con la forza delle armi, ma con la persuasione e con l'amore e ne è rimasto rapito... pronto sempre a versare il proprio sangue. se questo sarà necessario, per il bene dei fratelli... pronto ad immolarsi per la dilatazione del Regno di Dio, per la salvezza di tanti che ancora non conosce, ma che già ama, perché li considera come fratelli, perché redenti dal sangue di Cristo".

Queste parole cercano di fornire una descrizione della figura del missionario e le dedichiamo oggi a Suor Ignazia che è qui con noi, nella sua comunità, per vivere alcuni giorni di riposo in vista della prossima partenza verso il suo Burundi.
Approfittiamo di questa presenza per riflettere, pregare e celebrare insieme l'eucarestia in comunione con tutti i missionari sparsi per il mondo, facendo nostre le loro difficoltà e le loro speranze.

Nella nostra epoca la Chiesa ed il mondo hanno bisogno più che mai di "missionari" che sappiano proclamare con la parola e con l'esempio questa fondamentale, consolante certezza: "Il Padre vi ama".
Nella Chiesa e nei vari ambienti in cui svolgiamo la nostra esistenza quotidiana impegnamoci a diventare testimoni credibili dell'amore del Padre. Renderlo visibile nelle scelte e negli atteggiamenti, nel modo di accogliere le persone e di metterci al loro servizio, nel fedele rispetto della volontà di Dio e dei suoi Comandamenti.

Per sapere se si ama veramente Dio, occorre verificare se si ama sul serio il prossimo. E se si vuole saggiare la qualità dell'amore per il prossimo, ci si deve domandare se si ama veramente Dio. Infatti: "chi ama il proprio fratello che vede non può amare Dio che non vede" (lGv 4,20), ma sappiamo anche che: "da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti" (lGv 5,2).

In questa festa ci affidiamo a Maria, la "figlia prescelta del Padre", che ha accolto liberamente e risposto con disponibilità al doni di Dio. Quale madre tenerissima, ci conduce incessantemente a Gesù, affinché, seguendolo, impariamo a coltivare la nostra relazione con il Padre del cielo.

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